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ART 62 - Disposizioni Pagamenti
 

 

Castelnuovo R, 11/10/2012

Oggetto: Legge nr. 27 del 24/03/2012 – art. 62 – termini di pagamento

Gentile Cliente,

come Lei certamente ben conosce, in data 24/10/2012 entrerà in vigore la legge di cui all’oggetto, ed in particolare troverà applicazione l’articolo 62 che, tra le altre questioni, regolamenta i termini di pagamento nelle relazioni commerciali riguardanti cessioni di prodotti agricoli ed agroalimentari.

Ai sensi del comma 3 della suddetta normativa, per le consegne che avverranno da tale data, il pagamento del corrispettivo dovrà essere effettuato, per le merci deteriorabili, entro il termine legale di trenta giorni e per gli altri prodotti entro il termine legale di sessanta giorni.

Tale termine è inderogabile e decorre dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura oppure, in mancanza di certezza sulla data di ricevimento fattura, dal giorno di consegna dei prodotti.

I prodotti ceduti dalla nostra azienda (carni suine fresche, refrigerata o congelata, prosciutti e speck stagionati) rientrano tutti nella categorie dei prodotti deteriorabili ai sensi del comma 4 della succitata legge; pertanto il relativo pagamento è da effettuarsi entro il termine legale di trenta giorni dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura o dal ricevimento della merce.

Il mancato adempimento previsto dalla Legge nr. 27/2012 – art. 62 – comporta che il venditore di diritto applichi gli interessi di mora ed inoltre che possa essere applicata al Cliente inadempiente una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 500,00 euro ad un massimo di 500.000,00 euro a discrezione dell’Antitrust o degli organi preposti al controllo delle regolarità amministrative.

La nostra azienda sta adeguando le proprie procedure al fine di ottemperare agli obblighi previsti dalla nuova normativa. Stiamo predisponendo l’invio delle fatture a mezzo posta elettronica certificata e stiamo adeguando i termini di pagamento alle previsioni della nuova normativa. Tutti gli accordi in essere che prevedono termini di pagamento più lunghi rispetto a quanto previsto dalla legge, dovranno essere ricondotti nell’ambito dei limiti massimi previsti dalla legge stessa, a partire dalle consegne effettuate dal 24/10/2012. Stiamo inoltre predisponendo le procedure per il calcolo della scadenza della fattura con riferimento alla data di ricevimento fattura del cliente.

Al fine di prepararsi a questo cambiamento, richiediamo cortesemente di comunicarci al più presto il vostro indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), tramite il quale recapitarvi le fatture emesse a partire dal 24 ottobre 2012.

Ringraziamo in anticipo per la collaborazione che presterete ricordandovi che siamo a disposizione per qualsiasi chiarimento in merito e per concordare le migliori modalità operative per il rispetto della nuova normativa.

Cordiali saluti

Alcar Uno S.pA.

PEC cliente : _________________________@________________________

Timbro e firma __________________________________________________

Inviare il presente documento via mail all’indirizzo servizio.clienti@alcaruno.it oppure al nr. fax 059/534761 .

 


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Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 

di concerto con 

Il Ministro dello sviluppo economico 

 

VISTO l’articolo 17 della Legge 23 agosto 1988, n. 400, recante Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri; 

VISTO il Decreto-Legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività, convertito con modificazioni  dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27, ed in particolare l’articolo 62;

VISTO  il Decreto  legislativo 9 ottobre 2002, n. 231 recante Attuazione della direttiva 2000/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali,  ed in particolare l’art. 4 come modificato dal comma 11 dell’art.62 del Decreto-Legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività, come convertito con modificazioni  nella Legge 24 marzo 2012, n. 27 ;

VISTA la direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, ed in particolare gli articoli 7 e 12, comma 3;

VISTO il Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 recante Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229

VISTO  il Decreto Legislativo 27 maggio 2005, n. 102, recante  Regolazioni dei mercati agroalimentari, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera e), della L. 7 marzo 2003, n. 38;

 

 

DECRETA

Art. 1

Ambito di applicazione

 

1. Il presente decreto reca le modalità applicative delle disposizioni di cui all’articolo 62 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Esso si applica ai contratti di cui al comma 1 del predetto articolo 62 e alle relazioni commerciali in materia di cessioni di prodotti agricoli e alimentari,  la cui consegna avviene nel territorio della Repubblica italiana.

 

2. Non costituiscono cessioni ai sensi dell’articolo 62 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27:

 

a.  i conferimenti di prodotti agricoli e alimentari operati  dagli imprenditori, alle cooperative di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001 n. 228, se gli imprenditori risultano soci delle cooperative stesse;

 

b. i conferimenti di prodotti agricoli e alimentari operati  dagli imprenditori alle organizzazioni di produttori di cui al decreto legislativo 27 maggio 2005 n. 102, se gli imprenditori risultano soci delle organizzazioni di produttori stesse;

 

c. i conferimenti di prodotti ittici operati tra imprenditori ittici di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n.4.

 

3. Le cessioni di prodotti agricoli e alimentari istantanee, con contestuale consegna e pagamento del prezzo pattuito, non rientrano nel campo di applicazione di cui al comma 1 e comma 3 dell’art. 62 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.

 

 

Art. 2

Definizioni

 

 

1. Ai fini del presente decreto, si intende per:

 

a) prodotti agricoli: i prodotti dell’allegato I di cui all’articolo 38, comma 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;

 

 

 

b) prodotti alimentari: i prodotti di cui all’articolo 2 del regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2002;

 

c) prodotti deteriorabili: i prodotti di cui all’articolo 62, comma 4. La durabilità del prodotto (superiore o inferiore a 60 giorni) si riferisce alla durata complessiva del prodotto stabilita dal produttore;

 

d) consumatore finale: è la persona fisica che acquista i prodotti agricoli e/o alimentari per scopi estranei alla propria attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta;

 

e) cessione dei prodotti agricoli e alimentari: il trasferimento della proprietà di prodotti agricoli e/o alimentari, dietro il pagamento di un prezzo, la cui consegna avviene nel territorio della Repubblica Italiana;

 

f) interessi: interessi legali di mora o interessi ad un tasso concordato tra imprese stabilito nel contratto, che decorrono automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine di pagamento;

 

g) interessi legali di mora: interessi semplici di mora ad un tasso che è pari al tasso di riferimento come definito dalla vigente normativa nazionale di recepimento delle direttive comunitarie in materia di lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali;

 

h) tasso di riferimento: tasso d'interesse come definito dalla vigente normativa nazionale di recepimento delle direttive comunitarie in materia di lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, applicabile come di seguito indicato: 

 

- per il primo semestre dell’anno in questione è quello in vigore il 1° gennaio di quell’anno;

 

- per il secondo semestre dell’anno in questione è quello in vigore il 1° luglio di quell’anno;

 

 

 

i) saggio degli interessi: tasso complessivo degli interessi da applicare all’importo dovuto, al netto delle maggiorazioni di legge;

 

l) contratto quadro, accordo quadro o contratto di base: accordi, conclusi anche a livello di centrali di acquisto, aventi ad oggetto la disciplina dei conseguenti contratti di cessione dei prodotti agricoli e alimentari, tra cui le condizioni di compravendita, le caratteristiche dei prodotti, il listino prezzi, le prestazioni di servizi e le loro eventuali rideterminazioni. Con riferimento ai prezzi, il contratto quadro potrà individuare le modalità di determinazione del prezzo applicabile al momento dell’emissione del singolo ordine, prevedendo che si faccia

 

 

 

riferimento al listino. Nei contratti quadro conclusi con le centrali di acquisto dovranno essere indicati in allegato i nominativi degli associati che ne fanno parte che hanno conferito il mandato. E’ fatta salva la definizione di contratto quadro di cui al decreto legislativo del 27 maggio 2005 n. 102, art. 1, lettera f);

 

m)  accordi interprofessionali: accordi conclusi tra gli organismi di cui all’articolo 12, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, e successive modificazioni ed integrazioni.

 

 

Art. 3

Caratteristiche dei contratti di cessione dei prodotti agricoli e alimentari

 

 

1. I contratti di cui all’articolo 62 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 devono essere stipulati in forma scritta e indicare, a pena di nullità,  la durata, la quantità, le caratteristiche del prodotto venduto, il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento.

 

2. Ai fini dell’applicazione del comma 1, per “forma scritta” si intende qualsiasi forma di comunicazione scritta, anche trasmessa in forma elettronica o a mezzo telefax, anche priva di sottoscrizione, avente la funzione di manifestare la volontà delle parti di costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale avente ad oggetto la cessione dei prodotti di cui all’art. 2, lettere a) e b).

 

3. Gli elementi essenziali, in forma scritta, di cui all’articolo 62, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, possono essere contenuti sia nei contratti o accordi di cui all’articolo 2, comma 1, lettere l) ed  m), sia nei conseguenti documenti di seguito elencati, a condizione che questi riportino gli estremi ed il riferimento ai corrispondenti contratti o accordi:

 

a) contratti di cessione dei prodotti ;

 

b) documenti di trasporto o di consegna, ovvero la fattura;

 

c) ordini di acquisto con i quali l’acquirente commissiona la consegna dei prodotti;

 

4. Gli elementi essenziali, in forma scritta, di cui all’articolo 62, comma 1 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, possono essere contenuti negli scambi di comunicazioni e di ordini, antecedenti alla consegna dei prodotti.

 

5. I documenti  di trasporto, o di consegna,  nonché le fatture, integrati con

 

 

 

tutti gli elementi richiesti dall’articolo 62, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, tranne che nelle fattispecie di cui al comma 3,  assolvono gli obblighi di cui al predetto comma 1 e devono riportare la seguente dicitura: “Assolve gli obblighi di cui all’articolo 62,  comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.”.

 

6. Gli scambi di comunicazioni e contrattazioni effettuati nell’ambito della Borsa Merci Telematica Italiana, riconosciuta ai sensi del D.M. 174/06 e s.m.i., o nell’ambito di altre Borse merci riconosciute dalla legge, assolvono gli obblighi di cui all’articolo 62, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, quando sono eseguiti su basi contrattuali generate dalla regolamentazione in esse vigenti e contengono gli elementi previsti dal citato comma 1.

 

 

Art. 4

Pratiche commerciali sleali 

 

 

1. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 62, comma 2, lettera e), del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, nell’ambito delle cessioni di prodotti agricoli e alimentari, rientrano nella definizione di “condotta commerciale  sleale”, anche il mancato rispetto dei principi di buone prassi e le pratiche sleali identificate dalla Commissione europea e dai rappresentanti della filiera agro-alimentare a livello comunitario nell’ambito del Forum di Alto livello per un migliore funzionamento della filiera alimentare (High level Forum for a better functioning of the food supply chain), approvate in data 29 novembre 2011, di cui in allegato al presente decreto.

 

2. Le disposizioni di cui all’articolo 62, comma 2, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27,  vietano qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, ivi comprese quelle che:

 

a) prevedano a carico di una parte l’inclusione di servizi e/o prestazioni accessorie rispetto all’oggetto principale della fornitura, anche qualora queste siano fornite da soggetti terzi, senza alcuna connessione oggettiva, diretta e logica con la cessione del prodotto oggetto del contratto;

 

b) escludano l’applicazione di interessi di mora a danno del creditore o

 

 

 

escludano il risarcimento  delle spese  di recupero dei crediti;

 

c) determinino, in contrasto con il principio della buona fede e della correttezza,  prezzi palesemente al di sotto dei  costi di produzione dei prodotti oggetto delle relazioni commerciali e delle cessioni da parte degli imprenditori agricoli. 

 

3. Configura, altresì, una pratica commerciale sleale la previsione nel contratto di una clausola che obbligatoriamente imponga al venditore, successivamente alla consegna dei prodotti, un termine minimo prima di poter emettere la fattura, fatto salvo il caso di consegna dei prodotti in più quote nello stesso mese, nel qual caso la fattura potrà essere emessa solo successivamente all’ultima consegna del mese.

 

4. L’illiceità di una pratica commerciale non può essere esclusa per il solo fatto che un contraente non possa provare che l’altra parte contraente abusi del proprio potere di mercato o negoziale al fine di ottenere un vantaggio economico non giustificato e ingiustificatamente gravoso, risultando una riscontrata diffusione della pratica uno degli elementi di prova della sussistenza della fattispecie.

 

 

Art. 5

Termini di pagamento e fatturazione

 

 

1. termini di pagamento di cui al terzo comma dell’articolo 62 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 decorrono dall'ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura. Le modalità di emissione della fattura sono regolamentate dalla vigente normativa fiscale.

 

2. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 62, comma 3, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 il cedente deve emettere fattura separata per cessioni di prodotti assoggettate a termini di pagamento differenti.

 

3. Ai fini della determinazione degli interessi dovuti al creditore in caso di ritardo di pagamento di cui all’art. 62 comma 3 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, la data di ricevimento della fattura è validamente certificata solo nel caso di consegna della fattura a mano, di invio a mezzo di raccomandata A.R., di posta elettronica certificata (PEC) o di impiego del sistema EDI (Electronic Data Interchange) o altro mezzo equivalente, come previsto dalla vigente normativa fiscale.

 

4. In mancanza di certezza circa la data di ricevimento della fattura, si

 

 

 

assume che la fattura sia ricevuta nella data di consegna dei prodotti  ai fini della decorrenza dei termini di cui all’art.62, comma 3 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.

 

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